Data Center: un settore in forte accelerazione

Data Center: un settore in forte accelerazione

 

I data center stanno attraversando una fase di espansione senza precedenti, diventando una delle infrastrutture chiave della trasformazione digitale globale. La crescita è trainata dalla diffusione capillare dei servizi cloud, dallo sviluppo delle piattaforme digitali e, soprattutto, dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale, che richiede volumi di calcolo e capacità di archiviazione sempre più elevati.

Negli ultimi anni lo sviluppo dei data center ha registrato una forte accelerazione, con prospettive di ulteriore crescita nel breve e medio periodo. Secondo Rystad Energy, gli investimenti nel settore (Figura 1: Crescita degli investimenti nei data center rispetto al settore energetico globale – Fonte: Prima Pagina News) hanno raggiunto livelli record, riflettendo una domanda in costante aumento.

Non si tratta solo di una crescita numerica: i data center stanno diventando infrastrutture sempre più grandi, energivore e tecnologicamente complesse, progettate per sostenere carichi di calcolo in continua espansione. In questo contesto, anche le risorse naturali assumono un ruolo strategico, in particolare l’acqua, sempre più utilizzata nei sistemi di raffreddamento e quindi sempre più centrale nella pianificazione e gestione degli impianti

Data Center nel mondo e in Italia

Dal punto di vista geografico, i data center nel Mondo (Figura 2: Numero di Datacenter nel mondo: prime 30 nazioni – Fonte: Statista aggiornamento al 14 aprile 2026) risultano fortemente concentrati: gli Stati Uniti, con più di 4.000 unità, guidano il settore con un divario significativo rispetto al resto del mondo. A seguire si collocano Regno Unito e Germania, con oltre 500 strutture ciascuno. Nel complesso, l’Europa mantiene una posizione competitiva a livello globale, mentre l’Asia è in rapida crescita, seppur caratterizzata da una maggiore frammentazione. Questa distribuzione è influenzata da temi rilevanti quali controllo dei dati, dipendenza da grandi operatori privati e latenza dei servizi.

L’aspetto energetico rappresenta uno dei principali fattori critici: i data center richiedono ingenti quantità di energia elettrica in modo continuativo, necessaria per alimentare sia i server che i sistemi di raffreddamento. In alcuni casi, queste infrastrutture raggiungono dimensioni paragonabili a vaste aree industriali. Il settore contribuisce inevitabilmente alla crescente domanda elettrica globale, ponendo sfide legate alla capacità delle reti, alla disponibilità di risorse e alla sostenibilità del mix energetico.

In questo scenario, l’Italia si colloca al decimo posto a livello mondiale e tra i primi in Europa, preceduta soltanto da Germania e Francia. A livello nazionale, la distribuzione territoriale (Figura 3: Distribuzione geografica dei data center in Italia – Fonte: Il Bo Live Università di Padova) mostra una forte concentrazione nel Nord: Milano rappresenta il principale hub, con oltre il 30% dei data center presenti sul territorio. Seguono Roma, con circa una trentina di strutture, e altre città come Torino, Bergamo e Padova, che registrano una presenza che si aggira attorno alle 10 unità (Il Bo Live – Università di Padova).

Anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) riconosce nei data center un elemento chiave per la competitività digitale e tecnologica del Paese. In questa prospettiva, lo sviluppo di tali infrastrutture viene considerato strategico per attrarre investimenti esteri e posizionare l’Italia come hub di riferimento nella gestione e sicurezza dei dati, sia a livello europeo che globale, oltre che per rafforzare la resilienza della rete tecnologica nazionale. Il Mimit individua, inoltre, diversi punti di forza del contesto italiano: la presenza diffusa di aree industriali dismesse (i cosiddetti brownfield), una rete energetica stabile e capillare, un accesso in costante crescita alle fonti rinnovabili e una connettività digitale ad altissima velocità, sostenuta dalla diffusione delle reti in fibra ottica su tutto il territorio, nonché dalla presenza di numerosi cavi sottomarini.

Linee guida per le procedure di valutazione ambientale dei data center

Come già evidenziato, la crescente domanda di capacità di calcolo e archiviazione dati comporta un’espansione costante dei data center, rendendo sempre più centrale la gestione degli aspetti ambientali e autorizzativi come elemento strategico per la sostenibilità e la conformità normativa. Le LINEE GUIDA PER LE PROCEDURE DI VALUTAZIONE AMBIENTALE DEI DATA CENTER, emanate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’agosto 2024, definiscono il quadro metodologico di riferimento per la valutazione ambientale di tali progetti. Inserendosi nel contesto del D.lgs. 152/2006 e delle Linee Guida SNPA 28/2020, esse forniscono indicazioni operative per garantire il corretto assolvimento degli obblighi normativi sin dalle fasi iniziali di progettazione.

Il documento si concentra sugli aspetti ambientali di maggior interesse e si applica in particolare ai data center dotati di gruppi elettrogeni con potenza termica nominale superiore a 50 MWt, ricadenti nel regime IPPC e soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai sensi del D.Lgs. 152/2006. In questi casi, il provvedimento di esclusione dalla Valutazione di Impatto Ambientale o, ove necessario, il provvedimento di compatibilità ambientale deve essere acquisito prima del rilascio dell’AIA e degli altri titoli autorizzativi, in conformità al principio di integrazione previsto dall’art. 26 del Testo Unico Ambientale. Le linee guida regionali raccomandano inoltre che i progetti di medie e grandi dimensioni siano esaminati in conferenza di servizi, con il coinvolgimento della Provincia o della Città metropolitana competente (dgr n.2629/2024).

In funzione della potenza termica complessiva dei gruppi elettrogeni di emergenza, i data center possono essere soggetti alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale previste dal D.Lgs. 152/2006:

  • Verifica di assoggettabilità a VIA (screening): se la potenza termica complessiva dei gruppi elettrogeni di emergenza è compresa tra 50 e 150 MW, il progetto è soggetto alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 152/2006, finalizzata a stabilire se gli impatti ambientali potenziali richiedano lo svolgimento della VIA completa.
  • Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): se la potenza termica complessiva supera i 150 MW, il progetto è soggetto a VIA statale ai sensi degli articoli 23 e seguenti del D.Lgs. 152/2006. La valutazione deve considerare il progetto nel suo complesso, incluse le unità di riserva, analizzando tutti i potenziali impatti su suolo, paesaggio, risorse idriche, biodiversità, atmosfera, clima e salute umana.

Conclusione:

Il settore dei data center è sempre più centrale per la trasformazione digitale, spinto da cloud computing e intelligenza artificiale. La sua crescita, però, richiede una governance capace di bilanciare sviluppo, tutela ambientale e sicurezza energetica.

In questo contesto, le Linee Guida MASE 2024 individuano i criteri di riferimento per orientare lo sviluppo del settore in un’ottica di sostenibilità. La sfida per l’Italia sarà sostenere l’espansione del settore assicurando al contempo elevati standard di tutela ambientale e un contesto autorizzativo chiaro ed efficiente.